Missione Ikea compiuta.
Mi son dovuta buttare giù dal letto ad un'ora impensabile per essere sabato mattina, ma l'orario del treno incombeva impietoso. Una volta raggiunta la stazione, Wippy e Lenny hanno caricato me ed il folletto sulla loro lucente autovettura (Wippy ci tiene che lo dica!) e poi via verso nuovi orizzonti. Quando noi pensavamo di essere più o meno a metà strada Lenny avvista un cartello autostradale sospetto e domanda timidamente quale fosse l'uscita che dovevamo prendere. La sottoscritta fortunatamente non si lascia prendere dal panico e risponde con estrema tranquillità "è quella, è quella, svoltaaa!!!". Già, era proprio quella, e arrivati al casello non facciamo nemmeno in tempo a domandarci quanto sarà distante la nostra meta perché un'immensa scritta tridimensionale ci sovrasta più o meno benevola e ci indica il parcheggio. Posteggiamo all'incirca sotto la gigantica K e ci addentriamo emozionati in quel regno sconosciuto e ammobiliato.
Per la prima mezz'ora ci aggiriamo timidi e sospettosi con le nostre borsone gialle e i nostri foglietti con matitina per segnare i codici degli articoli, cercando di carpire trucchi e segreti di quell'immensa struttura, non privandoci di slanci imperdonabilmente sciocchi e infantili, tipo Lenny che ha urlato "'mbbbuti" alla vista di un intero scaffalone stracolmo di quei simpatici oggettini, o tipo io e Wippy che ci saltellavamo sui piedi e ci tiravamo gomitate in faccia alla vista in lontananza di lampade con bizzarre lucine e "cose" colorate.
Io in conclusione ho preso un copri-piumino a righine per il letto matrimoniale che avrò in casa nuova e la fatidica vaschetta per il ghiaccio a forma di tasselli del puzzle, più tutto quello che ha preso Wippy: quando andremo a vivere assieme nella bifamiliare credo avremo serie difficoltà a distinguere i nostri appartamenti visto che l'arredamento (se non altro per quanto riguarda le lampade e gli accessori) sarà pressoché identico.
Giunti alla cassa abbiamo ammirato l'avanzatissima tecnica pubblicitaria dei signori svedesi: un enorme cartello chiedeva baldanzoso "Ti piace la borsa gialla? Acquistane una blu!". Ma perché???

Affascinati a dir poco da cotanta saggezza abbiamo trasformato questo meraviglioso quesito nel tormentone del giorno, proseguito anche durante la pausa pranzo nell'organizzatissimo self-service dove ho mangiato un piatto buonissimo a base di patate e salmone che vorrei provare a rifare a casa, magari con la variante del tofu.
Al ritorno i nostri compagni d'avventura ci hanno accompagnato fin sotto casa e ne abbiamo approfittato per goderci una tisana calda con... patatine. Mentre riposavamo le nostre stanche membra e ridevamo per l'ilarità delle voci dei nostri scontrini abbiamo sentito l'allarme dell'ascensore: la persona che era rimasta bloccata era la pazza che tempo fa aveva urlato qualsiasi cattiveria a me e a mia mamma. Questo sarebbe stato niente, se non per il fatto che noi l'indomani avevamo in programma il primo viaggio di scatoloni e roba varia nella nuova casetta.
Domenica poi, oltre alla conferma del prolungato guasto dell'ascensore (che non si è mai rotto in più di vent'anni!), arriva un'altra doccia fredda, ben peggiore: il mio amichetto che doveva guidare le spedizioni con la macchina gentilmente concessa dal mio babbo è inesorabilmente bloccato a UdinU a causa di un ignobile sciopero dei treni. Presa dallo sconforto mi rifugio in cucina a piagnucolare sul risotto mentre il folletto a sua volta si "consola" ascoltando la ben nota compilation of the very best of the very sad sad songs by... . Mentre trasferivo i chicchi da un estremo all'altro del triste piattino (triste per solidarietà) giunge la chiamata della salvezza: il babbo del mio amichetto si è impietosito e ci presta la sua macchina per la nostra nobile causa.
E così, su e giù in allegria con scatoloni e scatolotti vari, abbiamo ufficialmente iniziato la prima fase del mastodontico trasloco che ci attende burlone nel corso dei prossimi mesi, in concomitanza con le varie festività e compagnia bella... è che a noi proprio ci piace fare le sborone, anche se impanicate fino ai glutei!
ALLY 